MATERIALI SONORI

 

 
 

 

Fellini [L’Uomo dei Sogni]
2001 - MATERIALI SONORI

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contents: Introduzione Melanziosa (O. Odori) ; Prova D'Orchestra (N. Rota) ; La Città Delle Donne (L. Bakalov) ; Amarcord (N. Rota) ; I Clowns (N. Rota) ; Casanova (N. Rota) ; La Strada (N. Rota) ; La Dolce Vita (N. Rota) ; I Vitelloni (N. Rota) ; La Maschera (D. Puliti) ; 8 e 1/2 (N. Rota) ; L'Uomo Dei Sogni (O. Odori) + The Fellini Multimedia Track (P.L. Andreoni - G.P. Bigazzi) ; Donne (A. Garosi) ; Risatine Maliziose (N. Rota)

performers: Orio Odori (clarinet); Damiano Puliti (cello); Alessandra Garosi (piano); Marisa Rossi (flute); Andrea Nardone (trumpet); Paolo Faggi (horn); Stefano Rocchi (bassoon); Stefano Bollani (accordeon); Paolo Corsi (percussion); Giampiero Bigazzi (ambients & treatments) with ARCHÆA STRINGS ORCHESTRA


Making a film is like making a journey,
but on my journey, I’m interested in the departure, not the arrival.
My dream is to make a journey without knowing where to go,
perhaps without even arriving anywhere….”
Federico Fellini



Harmonia Ensemble's journey began several years ago with the music Nino Rota wrote for Federico Fellini's films. A by now historical record that opened the way in Italy and in Europe for many re-readings of the great composer.
The search then continued in numerous concerts in Holland, Belgium, Switzerland, Germany and Italy in a work of continuous evolution of the original scores.
Progressively, the project transformed into a homage to Fellini, to his cinema, to his dreams. The music became increasingly the music of Orio Odori, Damiano Puliti, and Alessandra Garosi (Harmonia's three soloists) which accompanied a performance and a video organised by Giampiero Bigazzi: a suite of sounds and images put freely together, a miscellany of noises and visual fragments connected to the ambient and atmospheres that made Fellini and Italian cinema famous during the epoch of his greatest successes.
For years Harmonia has been making an original and adventurous "procession", completely autonomous in the irregular world of 'other' music, whether contemporary, chamber or minimalist, jazz or popular, working on material by Frank Zappa, Gavin Bryars and Roger Eno as well as on their own compositions. The arrangements and musical visions of "Fellini" form the seventh chapter of this journey.
Guest performers on the record: the percussionist Paolo Corsi (by now a permanent collaborator with the group), the Archæa Strings Orchestra, Paolo Faggi and Stefano Bollani (unusually on the accordion).
The cd includes a multimedia piece by Pier Luigi Andreoni with two extra musical tracks, various news and a videoclip from a live performance.
Preface by Vincenzo Mollica.
Production and direction of this film for your ears by Giampiero Bigazzi.

"…fuori pioveva forte.
Forse proprio per questa ragione atmosferica Federico mi ha detto:
Tonino, ma non vedi che noi cerchiamo di fare gli aeroplani
e che non esistono più gli aeroporti?…".

Tonino Guerra


incontro con Damiano Puliti

Mi sembra d'obbligo cominciare col chiederti le ragioni di questo "ritorno sul luogo del delitto", a otto anni dal debutto degli Harmonia Ensemble con "Nino Rota". Come spieghi questa "ossessione" per il maestro milanese e per Fellini, l'altra metà di una coppia indissolubilmente legata da una storia comune di cinema e note?
A dire il vero, nessuno di noi voleva tornarci. In questi anni abbiamo percorso tali e tante strade che Nino Rota - pur amato e rispettato - era un mondo oramai lontano. Il tutto ha ripreso vita, scusa il gioco di parole, con la morte di Fellini. Ci siamo sentiti in dovere di dedicargli un programma e qualche concerto. Da qui l'idea del video che nei concerti accompagna l'esecuzione (sì, il video accompagna la musica!). Poi sono arrivate le richieste e le pressioni, così è nata questa nuova lettura della musica di Rota.

Altra domanda obbligata: quali sono, a tuo avviso, le differenze tra "Nino Rota" e "Fellini - L'Uomo dei Sogni"? Intendo soprattutto le differenze in tema di approccio all'opera... Come vi siete posti, cioè, di fronte alla musica di Rota nelle due diverse occasioni…
Non so razionalizzarlo. Sicuramente l'approccio, più orchestrale rispetto a quello cameristico del disco di otto anni fa, ha cambiato molto gli ingredienti in gioco. Quindi è stato riscritto praticamente tutto, è tutto meno ovvio e lirico. Un poco più moderno: la musica è quella e non l'abbiamo cambiata, l'abbiamo solo orchestrata pensandola in modo più fresco, più dinamico. E' tutto più brillante e ironico. Ma non so razionalizzarlo....

In "Nino Rota" c'erano delle composizioni originali targate Harmonia. Lo stesso accade per questo "Fellini". Quali sono stati i criteri compositivi seguiti in questa circostanza e con quali criteri avete mescolato il "vecchio" col "nuovo" (scusa se uso le virgolette sull'aggettivo "nuovo", ma la mia vecchia militanza come fan mi ha fatto riconoscere parecchi "estratti" da Events Line, "Donne" a parte...)?
Ci provo, facendo un'esempio. Orio Odori ha scritto una bellissima introduzione ai brani di Rota usando solo gli archi, i quattro fiati e la fisarmonica di Bollani, il giovane jazzista che come sai suona il pianoforte ma se la cava piuttosto bene anche questo strumento. Ci sembrava Felliniano questo scambio e questa (apparente) imperfezione. L'introduzione è un'apologia al cromatismo, scala a cui il compositore milanese non sapeva sottrarsi mai. Il brano è tematico ma fatto da tanti diversi frammenti, quindi un po' discontinuo se vuoi, e il suono degli archi non è quello tradizionale "morbidoso" e avvolgente: è più frontale e determinato, usando pochissimissimo riverbero.
Nel "Nino Rota" non avremmo mai fatto queste scelte: cercavamo la liricità e la poetica del compositore mentre qui abbiamo cercato l'elemento musicale e le suggestioni delle immagini dei film di Fellini.

La storia del cinema ci ha offerto spesso legami "forti" tra immagine e musica: oltre a Fellini e Rota possiamo citare, tanto per fare qualche esempio, Hitchcock ed Herrmann, Greenaway e Nyman, Reggio e Glass. Secondo te, cosa rende "speciali" questi binomi regista/compositore? Cosa fa sì che le immagini e la musica traggano maggior forza, reciprocamente, l'una dall'altra?- Mi interessa molto una tua opinione in tal senso soprattutto perché anche voi avete avuto esperienza di musica per il cinema (la Mitica "Corazzata"...)
La capacità evocativa della musica è indiscutibile, per cui la risposta è apparentemente molto semplice. Non a caso se ascolti molte delle colonne sonore dei film di Hollywood di questi anni sono sostanzialmente molto simili proprio perché sfruttano schemi standard e "di sicuro successo" per sostenere le immagini. E' così facile descrivere musicalmente una scena romantica, o bizzarra, o avventurosa. Per contro però ci sono - fortunatamente - molti esempi in cui la musica praticamente si sviluppa in modo del tutto autonomo, senza sottolineare o voler descrivere ad ogni costo quanto avviene nelle immagini. Gli autori delle colonne sonore che tu citi hanno creato dei brani musicali che si legano alle immagini per suggestioni molto vaghe. Probabilmente - oso pensare - quelle musiche potevano stare bene su molti altri film, e viceversa. E' musica bella, e questo basta. Non c'è bisogno per forza di fare entrare gli archi quando due si baciano, o di giocare sul minore quando la scena è drammatica. Banalità. Sono altri piani di sensibilità che entrano in gioco da parte dei compositori.

Giampiero Bigazzi, il vostro produttore, scrive che "Fellini" è un disco nato da sé, oltre la vostra volontà, un viaggio di cui avete saputo individuare la partenza ma non l'arrivo. Ammesso che, prima o poi, questo "arrivo" arrivi, come immagini questo traguardo ipotetico? Dove vorresti che ti conducesse questo viaggio?
Se ti riferisci a tutto ciò che è strettamente legato a Fellini, vorrei che si fermasse qua, proprio perché c'è tanto da fare per andare avanti nel proprio tragitto artistico e non si può rimanere fermi ed ancorati alle stesse cose. Però non mi parlare di arrivi, perché altrimenti non si capisce l'assoluta ricchezza di questa "instabilità" di cui fortunatamente siamo ben equipaggiati. Inoltre se pensi che per noi ogni esperienza musicale passa necessariamente da una fase di ricerca, fase che assurdamente ti posso dire più lunga dell'esperienza stessa (!), la parola arrivo non ci appartiene. L'importante, dal nostro punto di vista, è esserci e andare avanti.

 


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