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"Keen-O è un progetto che riassume in modo emblematico questo quarto di secolo di attività e al tempo stesso lo supera. Un gruppo anomalo per un'etichetta che ha sempre amato le geometrie instabili... " |
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Duca Lamberti - Blow Up, nov. 2002 |
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"Le cadenze di Reininger, le fascinazioni esotiche di Andreoni, le assorte risonanze di Eno, la disciplina sonora di Bigazzi rinnovano un mix lirico e suadente, intenso e un po' blasé che porta sempre
orgogliosamente con sé tutta la sua storia. Intimo e romantico." |
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Fernando Fanutti - Rockerilla, nov. 2002 |
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"Lo spirito dei gloriosi Tuxedomoon aleggia sull'insolita collaborazione a quattro che ha preso il nome di Keen-O... Undici composizioni a più mani, che integrano preziose trame ambient e ritmi etnici alla Gabriel, umori old blues e groove contemporanei..." |
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Vittore Baroni - Rumore, nov. 2002 |
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"Se l'ambient e il dub sono le estetiche che più interessano i quattro, la spiritualità e il misticismo sono i temi forti dell'incisione. Dalle liquide atmosfere di That's Religion a Elegy Of Himself, che gira intorno alle parole di un condannato a morte. Colpisce la profonda attenzione ai dettagli, la cura nel ricercare il giusto arrangiamento." |
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Federico Scoppio - Jam, gen. 2003 |
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"...gli esiti dell'incontro piaceranno a chi ha amato o da poco scoperto Tuxedomoon, ma offrono suggestioni che vanno ben oltre una piacevole nostalgia. L'iniziale Mystic Barge è ad esempio traslucida gemma che potrebbe provenire dagli scrigni di David Sylvian, Drink Deeply favolistico folk proiettato nel cyberspazio, Meand-U un appuntamento fra William Burroughs e Tom Waits, L'Eresia di Basilide alato salmodiare che stacca per quattro minuti dalle terrene cose." |
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Eddy Cilìa - Il Mucchio, dic./gen. 2003 |
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"Keen-O suonano musica massimamente magnetica e stellare, in virtù della genialità bruciante dei suoi artefici... Un paesaggio sonoro mirabile e
seducente..." |
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Emanuele Salvini - MusicClub, ott. 2002 |
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"Un'impeccabile musica di confine che amalgama reggae, King Crimson e Japan (Mystic Barge), esibisce ritmi elettronico-tribali (Elegy of Himself), gioca col jazz e Satie (Playing With Colours), accarezza suoni arabeggianti (L'eresia di Basilide)." |
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Stefano Bianchi - Milano 7, ott. 2002 |
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"Quando i talenti messi sul piatto sono talmente tanti, ma soprattutto quando si sente che c'è un progetto profondo che anima la loro liberà creatività, è il caso, veramente, di aspettarsi di tutto..." |
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Antonello Cresti - Musicalnews.com, nov. 2002 |
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"...la nascita di Keen-O, inedito sodalizio d'anime curiose e inquiete: Arlo BIgazzi, Blaine L. Reininger, Pier Luigi Andreoni, Roger Eno. Una 'terra di nessuno' che attizzerà molte nostalgie, ma senza le trappole della nostalgia, perché a volte il futuro delle note è scritto nel presente." |
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Guido Festinese - World Music, nov.-dic. 2002 |
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"Il risultato è un esemplare crocevia tra musica colta, popolare ed elettronica, del tutto fruibile e nel contempo intrigante. A compendio, una traccia multimediale che regala, tra l'altro, le versioni originarie di alcuni brani. 11 canzoni, per quasi un'ora di musica di grande qualità, che rappresentano il modo migliore per festeggiare il quarto di secolo della Materiali Sonori..." |
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Guido Siliotto - Il Tirreno, dic. 2002 |
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"Mettendo nel lettore Cd l'esperimento chiamato Keen-O della premiata ditta Materiali Sonori si viene trasportati in un mondo dove il concetto di suono può estendersi a varie categorie, anche se preferiamo non privilegiarne alcuna... musica da scomporre durante l'ascolto, con la necessità di riflettere su ogni nota. La nicchia può allargarsi, dato che niente è lasciato al caso dai quattro musicisti. Una musica coraggiosa che rifugge da ogni tipo di scontata banalità." |
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Michele Manzotti - La Nazione, nov. 2002 |
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"Raccogliendo parte delle loro precedenti esperienze, Arlo Bigazzi, Roger Eno, Blaine L. Reininger e Pier Luigi Andreoni hanno messo a punto un progetto che si situa in un'area di confine tra rock e ambient, tra i discreti paesaggi elettronici e le canzoni nobilitate dall'imperiosa voce dell'ex-cantante dei
Tuxedomoon". |
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Michele Coralli - Altremusiche.it, dic. 2002 |
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"Il viaggio era iniziato con i due cd di Alesini e Andreoni dedicati a Marco Polo, con una musica "narrativa”. (…) Nobody Knows How And Why nasce con la voglia di sperimentare, di superare le frontiere tra i generi e di miscelare la musica d'avanguardia con il rock, l'house con l'elettronica, aprendosi sempre al pop nella richezza dei suoni. Ma il viaggio nasce, questa volta, con l'intento non di proiettarsi all'esterno ma di scandagliare all'interno, di interiorizzare. |
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Gaetano Menna - Mondo Agricolo, feb. 2003 |
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"...nasce da Roger Eno e Pier Luigi Andreoni (…) solo un anno più tardi, Arlo Bigazzi torna ad ascoltare i demo rivitalizzando l'intero progetto in una dimensione fra rock d'avanguardia e astrattismo della musica di confine, grazie anche alla partecipazione del violinista americano Blaine L. Reininger." |
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Sergio d'Alesio New Age Music & New Sounds, gen. 2003 |
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"Amano rischiare, assaggiare piatti diversi. Il team da sogno, ampliatosi in quest'occasione con una miniorchestra, distilla ettolitri di ottime trame melodiche che corrono anni luce dal frastuono del rumorismo contemporaneo. Paesaggi surreali e fantastiche invenzioni sonore arrivano dritte dritte dal calderone della world più ricercata. Post-moderni per antonomasia, affamati sperimentatori…" |
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Cristina Palesi - Acid Jazz, feb. 2003 |
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"Après la saga Marco Polo, coup d’éclair entre Roger Eno et P. Luigi Andreoni, voici Keen-O, nouveau groupe de ces deux musiciens renforcés par le talent inimitable de Blaine L. Reininger et Arlo Bigazzi. Douze morceaux et un track multimedia, des chansons irresistibles…" |
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http://www.netculture.net |
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"Un bel disco si sente al primo ascolto. Un bel disco ti avvolge alle prime note. Un bel disco ti cattura subito. Nobody knows how and why è un bel disco. Uno di quei dischi che vorresti ascoltare sempre. (…) Canzoni che entrano nelle orecchie con semplicità, quella semplicità che solo i grandi dischi possiedono. Permettetemi di scrivere che questo è un disco di pop pensante. Ovviamente la parola pop potete sostituirla a vostro piacimento con qualsiasi genere musicale." |
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Andrea Tinti - Musicplus.net, feb. 2003 |
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"Keen-O's debut album is difficult to categorize, every track tell it's own story, with a complete individualistic atmosphere. The album opens with a pop/rock track featuring dark whisky vocals, violin and electronics. Elegy of himself is more floating, again with deep vocals and romantic strings. It could be the sad soundtrack for a film about English sailers that lived a few ages ago. The third track entitled Choses à faire, slightly more uptempo, features the beautiful French vocals of Lisa, supported by electric guitars. Next is a refined track called Drink Deeply, reminding of bourgeois England and Tuxedomoon. But this debut album features more, for instance the cheerful drinking song Meand-U and the ritualistic pop-rock title track. A nice, heterogeneous collection of pop/rock songs of high quality by four musicians with a long musical history." |
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Phosphor Magazine, feb. 2003 |
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“…convivono in armonia disparati ingredienti: elettronica, fascinose suggestioni cameristiche, pop e rock d’autore. Un lavoro che si colloca tra le più riuscite produzioni di un’etichetta che da sempre fa della sperimentazione un veicolo comunicativo. E anche in questo caso ci si trova immersi in una dimensione sonora dove ricerca ed emozioni sono un’unica cosa”. |
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Roberto Valentino Strumenti Musicali, feb. 2003 |
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“…il risultato della miscela è, come facilmente prevedibile, stimolante e gradevole allo stesso tempo. Sperimentazione moderata, grande ricerca sui suoni, elettronica, suoni elettrici e suoni acustici sapientemente miscelati (…). Il risultato finale, molto raffinato ed elegante, piacerà molto a chi non considera gli anni ottanta un’epoca buia ed involutiva, ma un periodo fertile ed innovativo”. |
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Fabrizio Medori Mood . suoni & visioni, mar. 2003 |
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“Artists such as Janson and Barbieri, Bill Laswell and Jah Wobble come to mind with many of the sumptuous tracks here. There is a 'feel' to this kind of music that exudes a certain class, and many of the bass lines, courtesy of Arlo Bigazzi, are very much in the Laswell vein: dub without the echo, if you know what I mean? (…) There's 11 tracks in all, and not one is below excellent.” |
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D.W. - www.ambientmusic.co.uk, mar. 2003 |
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"…sicuramente è una creazione di straordinaria bellezza, dalle sfumature molto delicate e spesso romantiche. Forse decadenti. Assolutamente una miscela di suoni nuovi, intensi. Ascoltatelo… cominciando a chiudere i vostri occhi." |
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Natale Biondo - www.normanno.com, mar. 2003 |
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