David Riondino
Sapevamo della situazione sanitaria traballante.
Ma ieri mattina la notizia ci è arrivata come un fulmine fra capo e collo.
Sono stato tutto il giorno con Francesca a piangerlo, ma anche sorridendo dei tanti bei ricordi.
L'ho scritto a Chiara e mi ha risposto: “Esattamente quel che sto facendo io…”.
Non so dire quanto sono triste. Ci siamo sentiti con puntualità, soprattutto negli ultimi dieci forse quindici anni. Abbiamo fatto molte cose insieme. Ma ci conosciamo dai tempi della nostra rivoluzione mancata (“per fortuna”, abbiamo sempre concordato).
Mi son tornate in mente un po’ di cose (non tutte) fatte insieme: ricordo l'ultima bella apparizione nella parte di Pilato alla “Processione del Gesù Morto" a Terranuova, e i diversi spettacoli organizzati grazie a Dritto E Rovescio al Teatro di Laterina (e lo spettacolo sul ’68 che abbiamo fatto insieme), ma anche al Teatro di Bucine (ricordo un suo monologo proprio alla vigilia dell’esplosione del covid), a Pontassieve con Orientoccidente/Piazza dei Popoli (insieme al poeta cubano Alexis Díaz-Pimienta), e l’avevamo messo in programmazione per la prossima rassegna di fine anno al Teatro di Cavriglia con il suo omaggio a Tex Willer (voglio ricordare anche le immagini realizzate da Monica Zeoli per questi suoi curiosi video-racconti). Il suo lavoro sull’ottava rima. Per non parlare del suo essere stato la "colonna sonora dei nostri anni ribelli”, come ha ricordato Enzo Brogi. E poi i concerti che Francesca gli ha organizzato in giro per l’Italia.
Ma David Riondino ha avuto con noi una forte presenza soprattutto con i lavori discografici fatti con la Materiali Sonori, fin dal 1978 con il leggendario disco del Collettivo Victor Jara “Non vi mettete a spingere” (ripubblicato poi nel digitale e supportato dall’amicizia con Daniele Trambusti), i lavori con Mirio Cosottini e la collaborazione con Francesca Breschi e la sorella Chiara Riondino (sua la supervisione nel disco “La stessa rabbia, la stessa primavera” con Frank Cusumano), i contatti con Arlo (avrebbe dovuto partecipare al “Majakovskij” ma con i mille suoi impegni non ci riuscì, però coinvolse Arlo in un video mentre... giocava a briscola al Circolo di Traiana e poi avrebbe dovuto suonare con lui in uno spettacolo poi rimandato per i suoi problemi di salute), fino alla partecipazione al progetto di Riccardo Tesi e Maurizio Geri “Sopra i tetti di Firenze - Omaggio a Caterina Bueno”, le cento idee ancora in ballo e soprattutto l’ultimo suo disco (per me un capolavoro!) “Bocca baciata non perde ventura…”, una sorprendente rilettura musicale del Decamerone di Giovanni Boccaccio. Su questo suo lavoro, abbiamo collaborato, proprio in questi mesi, al documentario curato da Maurizio Fiorilla “Deca meron, canzoni e storie".
Queste sono solo alcune cose (e una goccia nell'oceano della suo impegno creativo). Ma David è stato più di un’apparizione nella nostra storia, è stato una presenza costante. Importante. Vitale. Cinquant’anni e più di scorribande artistiche. Ci mancherà veramente tanto.
Ma siamo molto tristi soprattutto perché abbiamo perso un caro amico.
Giampiero Bigazzi
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ciao David!
ci mancherai tantissimo.
Francesca Pieraccini
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Addio David amico e compagno.
Sei stato la geniale, irriverente, ironica e poetica colonna sonora dei miei anni ribelli.
Che amara notizia.
Enzo Brogi
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«Giovanni rise. “Follie!
Andarsene! Ma perché?
Qui si sta bene, non c’è
motivo di andare via.
E questa è terra mia,
è degli Etruschi, di Ulisse”.
Lei con le pupille fisse
e con i capelli al vento
lo guardò con sentimento:
“Baciami, Etrusco!...” gli disse.»
David Riondino
Il trombettiere – la storia quasi vera
di Giovanni Martini, trombettiere, che fu
con Garibaldi e Custer, a Cuba e Nuova York.
Illustrazioni di Milo Manara
– Magazzini Salani, 2011
Arlo Bigazzi
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