Whisky Trail

WHISKY TRAIL
Celtic Fragments
cd . Materiali Sonori Associated


Frammenti di antiche liriche irlandesi... un gaelico dai suoni e i ritmi che evocano il succedersi di cicli stagionali, voli di oche selvatiche che sognano di tornare in una terra liberata, un fitto gioco di ballate e di danze che si snodano come colori lungo un paesaggio naturale, dove ogni singolo strumento e la coralità delle voci si alternano come frammenti in un sentiero celtico. Una tradizione che rivive e continua a rinnovarsi in questo nuovo progetto e nella musica di Whisky Trail, uno degli ensemble storici della musica irlandese e della world music.

Fragments of ancient Irish lyrics... of a Gaelic with sounds and rhythms evoking alternating seasonal cycles... flights of wild geese who dream to return in a free land... the frenzy of a tightly knit play of ballads and dances that wind as colours along a natural landscape... the frenzy of a tradition that lives again and keeps on renewing itself in the Whisky Trail compositions where each separate instrument and their whole voices alternate as fragments of a Celtic trail.

Dai frammenti di alcune liriche irlandesi, dalla bellezza del loro antico Gaelico è nata l'idea di Celtic Fragments. Quei versi raccontavano “Una storia per voi / Bramisce il cervo / L'estate è finita / Neve in inverno...” parlavano di “Mare ricco di pesci / Terra ricca di frutti / Prorompere di pesci sotto l'onda / In stormi di uccelli...”, con il loro realismo naturalistico, le loro sonorità, era come se aspettassero di essere còlti per essere tradotti in musica, sorprendendo per la loro bellezza e modernità. Ma il disco inizia con il personaggio del piccolo Leprechaun, il ciabattino delle fate e dei folletti che, seduto nel bosco, sul muschio di un grande masso, viene sorpreso a cantare e a danzare da qualcuno che passava per caso di lì e il folletto, con la sua voce acuta e intonata, lo prega di imparare la sua melodia e a danzare con i passi che i suoi piedi saltellanti accennano, affinché, una volta tornato nel mondo, egli possa insegnare a tutti a cantare e a danzare perché la sua danza non finisca con lui. Alle evocazioni di una natura archetipica, in Celtic Fragments si succedono infatti le frenesie delle gighe e delle reel, dei piedi che danzano. Come quelli di Irlanda che, nei suoi versi, W. B. Yeats descrive come una fanciulla che esisteva prima che Dio creasse le schiere angeliche: i suoi piedi, al loro primo muoversi, accendono il battito del suo cuore. L'Irlanda è nata da una danza! E alla danza fanno riferimento le nostalgie delle oche selvatiche, come furono chiamati gli irlandesi costretti, a causa di tragiche vicende, a volar via dalla loro terra, a partire dalla fine del '600 in poi. La nostalgia della terra, la voglia irresistibile di tornare un giorno in Irlanda, creò il sogno irlandese delle oche selvatiche. Nella trama dei 16 pezzi del disco risalta Johnny I hardly knew you, un canto irlandese che è tra i più belli fra quelli contro la guerra. Triste il destino di questo canto antimilitarista.
Nel cinema americano degli anni '40 e '50, la sua musica, con un nuovo testo, divenne la colonna sonora dello sterminio degli indiani. Averlo riportato alle sue origini è per noi motivo di grande soddisfazione. In The king is dancing abbiamo voluto fare un omaggio al più grande dei musicisti europei, J. S. Bach, il re delle architetture musicali: a quelle architetture noi pensiamo che abbiano fatto riferimento, nel tempo, le trame delle gighe e delle reel. E allora ci piace immaginare il 're' mentre danza al ritmo della musica irlandese!
Un riconoscimento particolare infine a Giulia Lorimer, ancora una volta protagonista di una straordinaria e coinvolgente prestazione artistica dall'alto dei suoi 80 anni! (Stefano Corsi)

Some considerations about the album:
From the fragments of some Irish lyrics, from the beauty of their ancient Gaelic, was born the idea of Celtic Fragments. Those lines told: “A story for you /The deer bellows / Summer is over / Snow in winter...” said about: “Sea rich with fish / Earth rich with fruit / Bursting with fish / Fish under waves / In flocks of birds...”, with their naturalistic realism, their sonorities, they were as if waiting to be picked up and be translate in music, surprising for their beauty and for their modernity. But the record begins with the charachter of the small Leprechaun, the fairies cobbler, who, perched on the mossy stone in the wood, is surprised by someone passing there, as he sings and dances with his voice in tune and pleasantly sharp. The fairy begs the new comer to learn his melody and his dancing steps so that, when he returns in his world he can teach all to sing and to dance so his dance will not finish with him.
In Celtic Fragments evocations of a archetypal nature are followed by the frenzy of jigs and reels, of the dancing feet. As those of Ireland that W. B. Yeats describes as a young woman whose history began before God made the angelic clan, her flying feet made Ireland’s heart begin to beat: so Ireland was born from a dance! And to the dance refer the nostalgias of The wild Geese, as the Irish who were forced to fly away from Ireland from '600 onwards, were called.
The nostalgia of the land, the irresistible urge to return one day in Ireland created the Irish dream of wild geese.
In the plot of the 16 pieces of the record Johnny I hardly knew you, an Irish song that is one of the most beautiful among those against the war, stands out. Sad was the destiny of this antimilitaristic song. In the American cinema of the 40s and the 50s, his music, with a new text, became the soundtrack of the extermination of Indians. Bringing it back to his origins is a great satisfaction for us.
In The king is dancing we wanted to make a tribute to the greatest european musician, J. S. Bach, the king of musical architectures: to those architectures we think the plots of the jigs and the reels in time, have referred. So we like to imagine the 'king' as he dances to the rhythm of Irish music!
Finally a special recognition to Giulia Lorimer, once again protagonist of an extraordinary and engaging artistic performance from the heights of her 80 years!
(Stefano Corsi)

Giulia Lorimer
(voce, violino); Vieri Bugli (violino, mandola); Luca Busatti (chitarra); Stefano Corsi (arpa celtica, armonica, harmonium e voce); Massimo Giuntini (uilleann pipes, whistles, bodhran).

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GIULIA LORIMER & WHISKY TRAIL
Nana’s Lullabyes
CD Materiali Sonori Associated

Tanti i luoghi di provenienza delle ninne nanne di questo disco. Quattordici melodie fra italiane, americane, irlandesi, scozzesi, spagnole e latino-americane, quelle che nella grande famiglia Lorimer hanno addormentato generazioni di bambini; fra queste anche Fairy Nurse, uno dei pezzi più belli dei Whisky Trail: una ninna nanna, composta sui versi di W.B. Yeats, che con il tempo è divenuta patrimonio di famiglia. Sono le ninne nanne che si sono cantate in una famiglia che è stata un riferimento culturale per generazioni di giovani, di artisti, di musicisti attratti dal suo clima internazionale e cosmopolita: quel clima ricco di storie e di incontri fra persone provenienti da varie parti del mondo e nel quale a tanti è capitato di scoprire un modo diverso e più ampio di guardare il mondo! Ninne nanne cantate da Giulia Lorimer che si avvale, oltre ai compagni di strada dei Whisky Trail, dell’aiuto di due sue nipoti, Mia Froelicher e Consuelo Breschi, insieme alla voce fresca, registrata ‘sul campo’, di sua madre Consuelo Chable: quattro generazioni in un unico disco!

Various are the origins of the lullabyes of this CD. Fourteen melodies among the Italian, American, Irish, Scottish, Spanish and Latin- American... those that in the Lorimer big family, many generations of children were put to sleep. Among these, also Fairy Nurse, one of the best pieces of Whisky Trail composed by the group on the W.B.Yeats verses, which became, in time, a family heritage. These lullabyes were some of the ones sung in a family where several young generations of artists and musicians, were attracted by a cosmopolitan cultural climate. In the house of that family, full of stories and meetings among persons coming from many parts of the world, everybody found a different and wider way of looking at life. Giulia Lorimer sings these lullabyes helped, as well as the Whisky Trail companions, also by two of her nieces, Mia Froelicher and Consuelo Breschi. Together with them is the fresh voice, 'field-recorded' before her death, of Giulia's mother, Consuelo Chable: four generations in a unique recording!

Giulia Lorimer (vocals); Stefano Corsi (Celtic harp, harmonium, harmonica); Vieri Bugli (violin); Massimo Giuntini (uilleann pipes, whistles); Mia Froelicher (vocals); Consuelo Breschi (vocals); Consuelo Chable (vocal).

Giulia Lorimer...n avo irlandese, una nonna spagnola, una madre americana, un passaporto svizzero e un'infanzia in Bulgaria, scopre fra i suoi avi un galante generale scozzese; fuggita da Sofia con l'ultimo Orient-Express trova poi marito negli Stati Uniti. Tornata in Italia perfeziona una ragguardevole collezione di figli (11) e di preziosi dischi di musica irlandese e scozzese.
Per anni la sua casa è un punto d' incontro e di scambio fra numerosi musicisti, poeti, artisti provenienti da ogni parte del mondo, alla ricerca di ispirazione nei loro viaggi in Italia: più appassionata e chiassosa la colonia irlandese. Sempre piena di gente la casa di Poggio all'Arrigo accoglie i fermenti di un periodo e, ormai famosa, svolge un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo dei Whisky Trail

A French grandfather, a Spanish grandmother, an American mother, a Swiss passport and a childhood in Bulgaria, she discovers among her ancestors a gallant Scottish general. Flying from Sofia on the last Orient-Express, she finds later a husband in the USA. Back in Italy she combines a sizable collection of children (11) and rare Irish and Scottish music records. For many years her house is a meeting place for numerous musicians, poets and artists from all over the world, seeking inspiration on their Italian voyages, the Irish colony being the most passionate and tumultuous. Always crowded with people, the house on Poggio all'Arrigo welcomes the social unrest of a period and plays a fundamental role in the birth and development of Whisky Trail.

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Whisky Trail

nascono a Firenze nel 1975 con l’intento di ripercorrere a ritroso la pista del whiskey: la pista che portò milioni di emigranti irlandesi in America. Con l’emigrazione, insieme al whiskey, consolazione di una difficile condizione umana, una grande tradizione musicale aveva fatto irruzione sul territorio americano e attraverso la contaminazione con altre culture e le nuove modalità di vita, aveva creato tante altre forme musicali. Hanno tenuto centinaia di concerti in tutta Italia, in Svizzera, Spagna, Germania, Portogallo. I loro dischi hanno ottenuto ottime recensioni sulle più importanti riviste musicali internazionali. Hanno partecipato a spettacoli televisivi in RAI come il Concerto per l'Europa del 1980 insieme a Stephane Grappelli, Roberto Murolo e Severino Gazzelloni; ‘Pickwick’ condotto da Alessandro Baricco nel 1996; ‘Help’ di Red Ronnie nel 1997.
Nel 2001 a Firenze hanno partecipato alla conferenza-concerto per Bobby Sands insieme al filosofo Giulio Giorello e alla docente di letteratura irlandese Melita Cataldi. Hanno fatto parte di varie compilation internazionali fra cui: Celtic Angels di Amiata Records, con Chieftains, Sinead O’Connor, Liam O’Flynn e Sharon Shannon

DISCOGRAFIA:

1 Irish Songs (1975)
2 Irish Songs & Dances (1977)
3 Miriana (1979)
4 Dies Irae (1982)
5 Pooka (1986)
6 The Frenzy of Suibhne (1992)
7 White Goddess (1997) (nuova edizione2009)
8 The Great Raid (2002) (nuova edizione 2012)
9 Irlanda in Festa (2005)
10 Chaosmos (2006)
11 San Frediano, un irlandese a Firenze cd+dvd live (2008)
12 Beginnings (in occasione dei 35 anni ) (2010)
13 Nana's Lullabyes, Giulia Lorimer + Whisky Trail. Materiali Sonori (2012)
14 Celtic Fragments. Materiali Sonori (2013)

dicono di loro…
Thierry Laplaud, Trad Magazine, Parigi, febbraio 2007
‘...sorprendente, maestosa, accattivante, la musica dei Whisky Trail è eseguita alla perfezione da
musicisti ai massimi livelli della loro arte. Buon anniversario a questo quintetto sempre così
scalpitante e che non ha ancora finito di sorprenderci...’

Insound, Milano, Luglio Agosto 2006, Gigi Marinoni
'...per me i Whisky Trail sono uno dei migliori gruppi italiani, e non solo di musica celtica, tanto
ampie sono le loro visioni musicali...

Folker, Bonn, novembre 2006, Michael A. Schmiedel
'...questo CD mi sorprende profondamente. Otto minisinfonie con melodie intrecciate l'una
nell'altra, ogni brano ha all’interno cambi ritmici e armonici con parti lente e veloci, in parte
cantate, ma soprattutto di fattura strumentale assai complessa...datecene ancora, per favore...’

Irish Music Magazine, Dublino, novembre 2006, John Brophy
‘...i Whisky Trail hanno scritto una sinfonia - folk in otto parti...Non ci sono dubbi sull'energia
creativa e sull'abilità possedute nel concepire questo lavoro...si tratta di un gruppo di pionieri che
imperturbabili arano un solco perché anche altri lo possano condividere: il loro concerto deve
rendere davvero bella una serata!’

La Padania, Milano, ottobre 2006, Alessandro Gandini
'...a Dublino li hanno definiti 'di speciale genio musicale'. A Londra 'magistrali, con un corretto
bilanciamento fra serietà dello studio ed abbandono selvaggio'. Sono i Whisky Trail, anche a
nostro avviso i migliori interpreti della musica irlandese in Italia...'

Folk Roots, 1987, London, Bob Walton
‘… l’abilità musicale è magistrale e c’è un giusto bilanciamento fra la serietà dello studio e
l’abbandono selvaggio: io penso che questo disco può diventare uno dei sei dischi più
interessanti dell’anno…’

Irish Music Magazine, 1998, Dublin, Jim Kelly
‘... è interessante ascoltare l'interpretazione di musiche irlandesi da parte di musicisti di altissimo
livello che non hanno un legame etnico con l'Irlanda. Senz'altro un disco da non perdere e da
mettere fra quelli da collezione…’

Folk Roots, ottobre 2003, London, John O’Regan
‘… l’ascolto è accattivante, ti sfida, suggerisce uno splendore da tempo dimenticato nel
panorama celtico europeo. The Great Raid è una realizzazione illuminante...’

Sing Out, ottobre 2005, Bethlehem (Pennsilvania), Mary Des Rosiers
‘... i Whisky Trail più che una band sono un evento capace di far scoprire tesori... I componenti
del gruppo Whisky Trail suonano con grande virtuosismo. C’è della roba meravigliosa qui...’

www.whiskytrail.it



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